Riforma Pensioni Renzi: ultime novità su esodati, Opzione Donna e lavoratori precoci

Riforma Pensioni Renzi: ultime novità su esodati, Opzione Donna e lavoratori precoci

Niente di strano per Boeri: "Poletti ha ribadito quel che sappiamo", Inps ed Esecutivo "hanno ruoli diversi". Le richieste puntano, in sintesi, a ripristinare meccanismi di flessibilità (a partire dall'età minima di 62 anni oppure combinando età e contributi), a riconoscere la diversità dei lavori, a indicare i 41 anni di contributi che "bastano" per l'uscita anticipata "senza aggancio automatico all'attesa di vita", a garantire pensioni "dignitose oggi e domani", per i giovani e per le donne.

A invocare la riforma delle pensioni non sono però solo le parti sociali - che anticipano una mobilitazione, con manifestazioni territoriali, il prossimo 2 aprile nei capoluoghi - ma anche lo stesso presidente dell'Inps, Tito Boeri, il quale sottolinea come, dalla riscrittura della materia, dipenda anche il delicato tema dell'occupazione giovanile: "Bisogna agire adesso, non tra due o tre anni", ha sottolineato Boeri; "Abbiamo indicazioni che il blocco dei requisiti anagrafici per andare in pensione ha penalizzato le assunzioni di giovani".

"Il tema delle pensioni sta tornando al centro della discussione: di questo siamo molto soddisfatti". Il presidente Boeri, che predica da tempo l'applicazione della flessibilità in uscita, ne ha discusso anche con Renzi.

"Non ci sono rischi di impatti negativi sui consumi" - Così Per Boeri non ci sono rischi di impatti negativi sui consumi, se si dovesse scoprire che l'assegno sarà più basso di quanto immaginato: "In genere, al termine della simulazione online - ha spiegato - una maggioranza scopriva di averla più bassa: presumibilmente il 60%". Comunque "il governo deve decidere". Come presidente dell'Inps quello che mi pone più a disagio è quando il governo non decide, perché noi delle scelte dobbiamo farle, se non ci si dice cosa dobbiamo fare, dobbiamo prendere noi delle decisioni, e questo non è desiderabile: ci sono responsabilità che non sono le nostre, che non ci competono.

Presidente, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che abbiamo intervistato giovedì, parlando di lei ha detto: Boeri pensi a gestire l'Inps e non faccia politica. Il primo passo sarebbe farsi certificare da un'autorità indipendente, come l'Upb, che nel lungo periodo questa proposta non avrebbe effetti sui conti pubblici italiani.

Acque agitate in casa del Partito Democratico con un confronto sempre più serrato tra il cerchio magico di Renzi e le tante minoranze interne che presentano una impostazione decisamente più di sinistra rispetto a quella che è la posizione ufficiale del partito.