Raggi: su Acea Pd difende i poteri forti

Raggi: su Acea Pd difende i poteri forti

Oggi a destar scalpore è una frase della candidata sindaco M5S a Roma, Virginia Raggi, data tra i favoriti per il Campidoglio nei sondaggi. Ma la cosa più grave è che proprio in seguito a queste dichiarazioni della Raggi, Equita, investment banking che nel settore delle utilities dà valutazioni che contano, ha abbassato ieri il rating di Acea da "buy" a "hold" e ha eliminato il titolo dal portafoglio delle "small cap", motivando la scelta proprio con il rischio politico collegato alla possibile vittoria di Raggi a Roma. Occorre anche accertare se si sia trattato solo di disastrosa superficialità da parte della Raggi o se non vi sia qualche cosa d'altro, come un interesse diretto della Casaleggio e Associati, considerando il clamoroso conflitto d'interessi su cui si regge il partito-azienda dei Cinque Stelle.

I mercati hanno impiegato 48 ore per pesare quelle parole irresponsabili e inserirle tra le variabili in grado di incidere sul futuro della società, che con l'attuale management ha avviato una ristrutturazione interna ispirata ai principi di trasparenza e legalità. Solo quest'anno l'Acea dovrebbe chiudere con un utile di esercizio di 50 milioni.

Poi arrivano anche Titti De Salvo e Andrea Romano: "Le parole della Raggi sui vertici di Acea hanno fatto perdere all'azienda circa 140mln di valore e, di questi, ben 71 ai danni dei romani: un fatto gravissimo che lascia intuire quali sarebbero i danni di un'amministrazione grillina a Roma". E' il senatore del Pd Raffaele Ranucci a iniziare il fuoco di fila che affossa le dichiarazioni della candidata 5 Stelle Virginia Raggi rea di aver sostenuto in una intervista a SkyTg24 di voler cambiare il management della multiutility partecipata dal Comune di Roma. "Roma vive una forte necessità di cambiamento, un grande bisogno di voltare pagina, una legittima esigenza di avviare un percorso nuovo". Può non arrivarci una bolletta, possiamo aver anche dimenticato di pagarla o trovarci in una condizione di difficoltà e dal giorno alla notte a una famiglia qualsiasi, magari con dei bambini, viene tagliata l'acqua; la verità è che finora il management di Acea guidato da Caltagirone con la compiacenza della vecchia politica (primo su tutti il Pd) a noi romani ci ha usato come un gigantesco bancomat su cui mettere a punto i suoi profitti.

"Si candidano a governare Roma ma pensano di giocare a Monopoli". Abbastanza, sottolinea il quotidiano, per far calare soltanto nella seduta di ieri il titolo del 4,73%, "bruciando" 142 milioni.

Se avesse voluto volontariamente demolire in Borsa una società quotata, forse Virginia Raggi non avrebbe saputo da dove cominciare. Una perdita secca per i romani, azionisti al 51%, di 71 milioni.

Che cosa dire? In primo luogo, l'ufficio stampa & propaganda di Acea fa davvero un ottimo lavoro, visto che un articolo in prima pagina del Messaggero e uno sul Parterre del Sole sono due spazi di assoluto prestigio. Lo scrive su twitter il senatore del Pd Andrea Marcucci.