Guess, i lavoratori lanciano appello a Belen

Guess, i lavoratori lanciano appello a Belen

Negli ultimi anni Guess ha avviato una politica di riduzione delle spese che col tempo ha inciso anche sulla qualità e la riconoscibilità del prodotto, una politica a senso unico, di puro risparmio dei costi che, nel medio periodo, ha eroso la fiducia dei consumatori ha inciso negativamente sul fatturato.

I tempi sono quelli che sono, lo sappiamo tutti, ed è comprensibile che chi lavora ed ha a cuore il proprio domani tenti la qualunque pur di attirare l'attenzione su un problema che riguarda molte aziende.

I lavoratori fiorentini di Guess sospendono lo sciopero contro la delocalizzazione a Lugano: nell'incontro di oggi all'unità di crisi della Città metropolitana l'azienda ha infatti accettato l'impegno a invitare un rappresentante di Guess Europe, affinché la rappresentanza sindacale gli avanzi le richieste di far cessare gli approcci individuali nei confronti dei lavoratori, e di mantenere la sede di Firenze, con i suoi addetti, come filiale distaccata della stessa Guess Europe, con quartier generale in Svizzera.

Guess, i lavoratori lanciano appello a Belen
Guess, i lavoratori lanciano appello a Belen

Una sindacalista 2.0, insomma, che faccia forza sul suo ruolo di testimonial per sollecitare chi di dovere... Abbiamo appreso dai giornali di quello che sta accadendo. "Nemmeno i media ne parlano e né ascoltano la nostra voce". In bocca al lupo!

Guess sta per delocalizzare la sede fiorentina in Svizzera e le dipendenti, ad un passo dal licenziamento, hanno chiesto aiuto a Belen Rodriguez... lei però non ha risposto! La difficile situazione occupazionale di queste svariate decine di persone è stata resa nota da Sara Pratesi, una delle dipendenti a rischio, in un intervento in diretta a Stanza Selvaggia, il programma radiofonico condotto da Selvaggia Lucarelli e Fabio De Vivo su m2o.

"A lei - ha aggiunto riferendosi a Belèn - non chiediamo di prendere una posizione o di compromettere in qualche modo il suo rapporto con i vertici aziendali, né di rinunciare al suo contratto. Una semplice risposta. Ma non è stato così". Noi speriamo in un risvolto positivo per i lavoratori e le lavoratrici italiane di Guess.