FBI sblocca iPhone e ritira causa contro Apple

FBI sblocca iPhone e ritira causa contro Apple

"Ci siamo opposti fin dal principio alla richiesta dell'FBI di creare una backdoor perchè credevamo fosse sbagliata e potesse creare un precedente pericoloso".

"Il governo è riuscito ad accedere con successo ai dati contenuti dell'iPhone di Farook per questo non ha più bisogno dell'assistenza di Apple", ha comunicato il dipartimento di Giustizia. "Dal punto di vista legale non è detto che la battaglia sia finita", spiega Esha Bhandari, avvocato della American Civil Liberties Union (Aclu), sottolineando che "il governo potrebbe rifiutare di condividere le scoperte con la Apple, decidendo che l'informazione è top secret". Infatti, secondo quanto sostenuto dal governo, l'accesso all'iPhone di Farook è stato eseguito per una "buona causa": una motivazione sufficiente, per i federali, per mettere la parola fine alla questione.

Forrester Research ritiene che la notizia dell'iPhone crackato sia la peggior notizia per la società guidata dal Ceo Tim Cook: ora tutti penseranno che hackerare un dispositivo con iOS 9 è relativamente semplice e che l'azienda non è in grado di blindare e proteggere le informazioni dal cyber-crime e dallo spionaggio industriale. Negli ultimi tempi, si era creato un piccolo problema tra la Apple e il Dipartimento di Giustizia americano.

Apple non si è sporcata le mani, l'Fbi ha ottenuto ciò che voleva.

Il braccio di ferro tra Governo Usa, rappresentato dal Dipartimento di Giustizia, e Apple si conclude, almeno per ora, con un brusco colpo di scena che potrebbe davvero cambiare lo scenario riguardo al tema della crittografia dei dati e la privacy degli utenti.

In una recente dichiarazione, Cupertino aveva riconfermato che il governo non avrebbe mai dovuto tentare di costringere l'azienda a collaborare. Apple ritiene che le persone negli Usa e in tutto il mondo meritano la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy. "Apple resta impegnata a partecipare a quella discussione". La società israeliana Cellebrite, ben nota nell'ambiente degli esperti di mobile forensics "ha tutto l'interesse economico e mediatico ad essere la prima ad aver violato la sicurezza dell'iPhone di Syed Rizwan Farook", ha commentato Mele. E, commentando l'accaduto, continuava: "continueremo ad aiutare le forze dell'ordine con le loro indagini, come abbiamo fatto, e continueremo ad aumentare la sicurezza dei nostri prodotti, dato che le minacce e gli attacchi contro i nostri dati diventano più frequenti e più sofisticati".