Il favoloso mondo di Turturro

Il favoloso mondo di Turturro

Attualmente sta lavorando da autore e regista ad un nuovo film sulla musica napoletana, intitolato “Passioni”, ma si trova a Torino per il debutto teatrale in prima assoluta di “Fiabe Italiane” (domani 19 gennaio), liberamente tratto dall’omonima raccolta di novelle di Italo Calvino.

E’ l’attore italoamericano John Turturro. Qualche giorno fa ha incontrato i giornalisti al Teatro Carignano dove debutterà domani sera.

Una conferenza stampa-show, in cui l’attore si è concesso lungamente a giornalisti e ai fotografi, rubando loro anche la macchina fotografica per immortalare il cast della sua piece, scritta a sei mani da lui stesso,  insieme a Carl Capotorto e alla moglie Katherine Borowitz, attrice teatrale, ma anche volto televisivo in Usa (dove ha fatto parte del cast di celebri serial come “Law and Order” e “Miami Vice”).

La grande sfida di portare a teatro Calvino – dice  Turturro – e’ stata quella di scegliere e tradurre drammaturgicamente le fiabe, in modo da far stare il pubblico sveglio. E’ stato molto interessante lavorare su un incrocio di lingue, culture e continenti. Altra cosa difficile è stato trovare un equilibrio tra gli elementi di incanto e quelli feroci che esistono nelle favole, senza cadere nel folkloristico, cercando solo di catturare l’anima delle fiabe per metterla nello spettacolo”. Un lavoro particolarmente impegnativo per gli autori, “visto che non siamo cresciuti con queste fiabe e questa cultura”. “Mia madre è sempre stata una straordinaria affabulatrice – scherza Turturro – ma non mi ha mai raccontato fiabe. I miei genitori preferivano piuttosto raccontarmi storie esagerate riguardanti la loro vita”.

Al testo di Calvino infatti l’autore si è accostato nel 1981. Fu proprio “Fiabe italiane” il primo regalo della moglie quando si fidanzarono. Ma allora neanche immaginava che un giorno le avrebbe rappresentate in un teatro italiano. Teatro italiano a cui Turturro si è già accostato nel 2006, quando diresse una versione di “Questi Fantasmi” di De Filippo al Teatro Mercadante di Napoli. “Fu Francesco Rosi, con cui oltre dieci anni fa lavorai per ‘La Tregua’ a farmi conoscere Eduardo De Filippo, che non conoscevo” spiega Turturro, il cui esordio nel mondo dello spettacolo è legato al teatro. Dopo un Master conseguito alla School of Drama di Yale, Turturro ha iniziato a calcare le scene dell’off Broadway. Solo più tardi inizia la sua carriera cinematografica, interpretando oltre sessanta film e dirigendo ben tre lungometraggi (“Mac”, “Illuminata” e “Romance & Sigarette”).

Tornando a Calvino, l’autore dice di aver apprezzato particolarmente il messaggio universale delle fiabe. “Non c’è dubbio – conclude Turturro – la tradizione orale delle favole lega paesi e continenti diversi”. Del resto tra Italia e Stati Uniti, come ha sottolineato Mario Martone, direttore del Teatro Stabile torinese, c’è sempre stato un rapporto privilegiato. E Martone cita un altro collega regista.  Rosi ama sempre dire che  “la grande tradizione del  cinema italiano del dopoguerra non è mai finita, è solo passata al di là dell’Atlantico, con Coppola, Scorsese e De Palma e io aggiungo anche John Turturro che è uno degli esponenti più appassionati del rapporto culturale tra America e Italia” ha sottolineato Martone.

Risale al 2007 la genesi dello spettacolo, come racconta Evelina Christillin, allora neo presidente dello Stabile. Un giorno incontro’ a New York, dove si trovava in vacanza con la figlia, Salvatore Nastasi, direttore generale dello spettacolo dal vivo del Ministero dei Beni Culturali italiano. Fu lui a suggerirle Turturro. E detto fatto i tre si ritrovano per un pranzo informale in cui Turturro espose il suo progetto su Calvino. Alla Christillin il progetto sui racconti della nostra tradizione popolare sembro’ subito perfetto per festeggiare il tri centenario del Teatro Carignano, che ricorre proprio quest’anno. Da lì il Mibac ha poi deciso di sostenere la produzione targata Teatro Stabile di Torino, a patto che si trattasse di un progetto internazionale e che prevedesse una tournée anche al Sud Italia

E infatti accanto ad affermati attori americani in scena vedremo anche talenti emergenti del nostro teatro, tra cui due allievi della Scuola dello Stabile, l’attrice Aurora Quattrocchi (già apprezzata al cinema  ne “I Cento Passi” e “Nuovo Mondo”). Ma anche costumi e musiche sono “made in Turin”. Queste ultime modellate su studi etnomusicografici, dalla compagnia emergente “La paranza del Geco”, a cui Turturro ha concesso un siparietto dal vivo nel corso dell’incontro con i giornalisti.  Così come la scenografia a cui ha partecipato un pezzo storico del teatro sabaudo come la compagnia “Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa”.

In scena a Torino fino al 31 gennaio, per poi partire in tournée alla volta di Napoli (2-7 febbraio, Teatro San Ferdinando) e Milano (9-14 febbraio, Piccolo Teatro), la produzione del Teatro Stabile torinese potrebbe anche approdare a New York. Ma le trattative sono ancora in corso. E a chi gli chiede un paragone tra la situazione teatrale e culturale italiana e quella americana, Turturro risponde che oggi ogni paese è in crisi nel settore culturale. “La fiducia che mi è stata accordata in Italia, senza un testo e un cast da presentare subito, non mi sarebbe mai stata data nel mio paese” conclude l’attore.